NIETZSCHE
LE FASI DELLA FILOSOFIA DI NIETZSCHE
- Nel linguaggio simbolico di Nietzsche, il cammello rappresenta il primo stadio dello spirito, proprio di chi è fedele alla tradizione, accettandone la religione e la morale.
-Il leone indica l' epoca dello spirito libero, in cui la fedeltà alla tradizione si incrina e ci si libera dal peso delle credenze etiche e religiose dei padri. (Nichilismo)
-Il fanciullo raffigura colui che, con ritrovata innocenza, inaugura l' epoca del <<nuovo inizio>>.
LA FEDELTÀ ALLA TRADIZIONE: IL CAMMELLO
Lo smascheramento dei miti e delle dottrine della civiltà occidentale
-Nietzsche ha perseguito quello che è uno degli obiettivi essenziali della filosofia: insinuare il dubbio sulle certezze condivise dalla maggior parte delle persone.
-La ricerca nietzscheana muove dall' insoddisfazione per il presente e le sue ideologie soffocanti.
-Nietzsche pensa che ciò che appare non coincida con l' essenza delle cose.
-La ragione è a suo avviso incapace di comprendere l' intimo senso della vita; gran parte dell' esperienza umana sfugge ai concetti della logica e della scienza.
-Egli si sente chiamato a qualcosa di grande: La distruzione di tutte le certezze.
Apollineo e dionisiaco
-Nietzsche ebbe una formazione filologica e ebbe un grande amore per la musica per la poesia tragica.
-Proprio alla tragedia è dedicata 'La nascita della tragedia dallo spirito della musica'.
-Come il cammello della metamorfosi, che porta pazientemente il suo carico lungo il deserto, anche il filosofo assume su di sé il peso del passato e inizia il suo percorso attingendo alle origini della cultura occidentale, nel lontano mondo greco, ricercando in esso le cause della desolante decadenza del presente.
-Nietzsche ritiene che fin dall' inizio la cultura occidentale si sia formata su un terreno profondamente lacerato da principi contrapposti: l'<<apollineo>> e il <<<dionisiaco>>.
-L'apollineo è l' emblema della misura e dell' ordine.
Apollo= Dio della luce.
-Il Dionisiaco è il principio del caos e della distruzione, ma anche della potenza creatrice, della gioia e della sensualità.
Dioniso= Dio del vino e dell' ebbrezza.
La nascita della tragedia
-Per Nietzsche la tragedia è da collegarsi ai canti corali in onore di Dioniso e dunque al coro tragico, che inizialmente si identificava con il corteo dei seguaci del dio.
-Dall' originaria esperienza del caos, realizzata alle cerimonie dionisiache, che deriva, secondo Nietzsche, l' impulso alla forma e all' arte tragica.
-Solo attraverso la mediazione dell' ordine apollineo per l'uomo greco è possibile sopportare e accettare la profonda irrazionalità e drammaticità della vita.
-Nella teoria di Nietzsche la tradizionale visione dell' Ellade risulta "ribaltata":
L'armonia e l' equilibrio che contraddistinguono queste civiltà, infatti, non sono considerati come caratteri originari, ma vengono collegati all' esigenza di contenere la drammaticità, il disordine e il caos dell' universo.
La sintesi tra dionisiaco e apollineo e la sua dissoluzione
- Nietzsche propone alcuni esempi della sintesi tra dionisiaco e apollineo che si realizza compiutamente nei primi tragici greci.
-Edipo è un personaggio complesso, che vive un dramma terribile: pur inconsapevolmente, per una serie di circostanze volute dal fato uccide suo padre e sposa sua madre.
-Tali eventi mitici non avrebbero raggiunto il livello sublime dell' arte se non avessero trovato un grande poeta, Sofocle, che intrecciando il fondo caotico e terribile del racconto mitologico con la limpida armonia delle immagini e dei dialoghi poetici della rappresentazione tragica, ha consentito un' interpretazione universale della natura umana e degli istinti.
-In altre parole, senza l'arte il caos dell' esistenza non assumerebbe un senso, ma senza la capacità di vivere fino in fondo il dramma della vita l'arte non esisterebbe.
-Con Euripide si afferma secondo Nietzsche il predominio dell' impulso apollineo a svantaggio di quello dionisiaco.
-Egli porta sulla scena l' uomo nella sua quotidianità e riduce, invece, l' elemento dionisiaco: con le sue opere la razionalità prevale sulla naturalità perisce la tragedia e nasce la filosofia.
La critica a Socrate
-Il personaggio che segna emblematicamente il passaggio dallo spirito tragico al pensiero razionale è Socrate e il genere letterario che sostituisce la tragedia è il dialogo filosofico.
-Nietzsche condanna Socrate per aver inaugurato una tradizione che esalta il concetto e il pensiero a discapito della vita concreta e dei suoi valori.
-Con Socrate le passioni e gli istinti sono stati imbrigliati e soggiogati a ideali etici orientati dalla ragione.
-Socrate aveva affermato che la virtù consiste nel sapere, che si pecca soltanto per ignoranza e che solo l' uomo virtuoso è felice.
-Agli occhi di Nietzsche queste idee, oltre ad apparire come la prima e più decisa affermazione dell' intellettualismo filosofico, segnano anche il declino dell' antica poesia tragica.
-Da Socrate in poi si tende a confidare in un ordine razionale dato e rassicurante che la scienza deve soltanto disvelare.
-Ecco in che cosa consiste la sua <<tirannia>>: la ragione socratica riduce il mondo a ciò che è logico, cosciente, stabile.
-Socrate è all' origine del processo di impoverimento del mondo umano e della sua progressiva decadenza.
-Nietzsche pensa che si debba far rinascere lo spirito dionisiaco.
-Ciò è possibile attraverso l'esperienza dell' arte, interpretata come una disciplina in grado di contrastare la tendenza teorica e di liberare le forze oscure e creative della vita.
-La fiducia nietzscheana nell' arte e nella musica è destinata a svanire.
-La prima tappa dell'evoluzione spirituale di Nietzsche si conclude con la delusione e la sfiducia, dovute alla consapevolezza dell' impossibilità di un ritorno al passato e dell' inesorabile declino della cultura dell' Occidente.
L'AVVENTO DEL NICHILISMO: IL LEONE
La fase critica e "illuministica" della riflessione nietzscheana
-Wagner, secondo Nietzsche, manifesta i sintomi della decadenza per il suo profondo idealismo, per la ricerca esasperata di una "redenzione" dell' uomo, inevitabilmente connessa a una dottrina, che sottomette l' individuo a una morale rigida e antivitale e svaluta il mondo dei sensi e degli istinti.
-Si tratta si una prospettiva che il filosofo non può condividere in quanto per lui non vi è una verità "oltre la musica": tutta la verità è insita nella musica stessa, massima espressione dello spirito dionisiaco.
-Con il distacco da Wagner per Nietzsche prende forma la convinzione che sia preferibile assecondare la tendenza alla razionalizzazione e alla demolizione dei vecchi valori metafisici propria della cultura europea, portando così a piena maturazione il nichilismo.
-L'obiettivo che si pone è rappresentato dal leone, che <<morde>>, <<lacera>> e quindi incarna lo spirito critico e libero della scienza, ma come metodo in grado di emancipare l' uomo dalla menzogna e dalle false credenze.
-Della scienza, Nietzsche, apprezza in particolare la tendenza a ricercare gli elementi costruttivi delle realtà indagate della chimica e della paleontologia.
-È in analogia con tale metodo che il filosofo si accinge all'elaborazione di una vera e propria <<chimica delle idee e dei sentimenti>, allo scopo di rivelarne l'origine umana, anzi <<troppo umana>>.
La filosofia del mattino
-La filosofia deve chiarire come tali visioni del mondo non siano altro che espressione di interessi, bisogni e desideri del tutto umani e materiali; per questo è definita <<filosofia del mattino>>.
-Essa consente di liberare gli uomini dalle <<tenebre del passato>>.
-Per Nietzsche il mondo creato dai metafisici è soltanto illusione.
-Le grandi costruzioni teoriche della morale, della filosofia e della scienza non sono altro che un' invenzione consolatoria di chi è in cerca di rassicurazione.
-Dio afferma Nietzsche è <<la nostra più lunga menzogna>>.
-Si tratta di una grande bugia, che però ha avuto un'importantissima funzione storica.
-Le "favole metafisiche" hanno prodotto sicurezze e ordine sociale, dando l' illusione della felicità.
La morte di Dio
-<<Dio è morto>>: in questo consiste l'esito estremo del nichilismo.
-Gli uomini hanno ucciso Dio in virtù di quella stessa razionalità che si è spinta a una critica radicale.
-Insieme con Dio hanno ucciso tutto ciò che egli ha rappresentato e si sono trovati privi delle certezze e del sistema di valori.
-Nel mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, secondo il filosofo, la religione si è svuotata di senso e le chiese sono ormai inutili residui del passato.
L'annuncio dell' <<uomo folle>>
-L'annuncio che nietzsche affida, nelle pagine conclusive della Gaia scienza, all' <<uomo folle>>, cioè al filosofo-profeta.
-Dio è morto ma nessun filosofo e intellettuale dell' ottocento non è stato in grado di capire e accettare fino in fondo l'enormità di questo evento.
-Ciò che muore con Dio è la possibilità stessa di una verità assoluta.
-La consapevolezza della non esistenza di Dio nasce dalla percezione immediata e chiara del disordine e della crudeltà del mondo.
-La resistenza ad accogliere l'annuncio della morte di Dio deriva dal bisogno degli uomini di non essere lasciati soli e di continuare ad avere un punto di riferimento saldo.
La decostruzione della morale occidentale
-Nella Gaia scienza e Uomo, troppo umano c'è un'analisi della tradizione morale dell' Occidente che tende a scomporla nei suoi elementi costitutivi e a riconoscerne le origini umane.
-In un passo della Gaia scienza Nietzsche paragona le norme della morale tradizionale a una maschera, dietro cui l' uomo europeo ha sempre nascosto la sua autentica natura.
L'analisi genealogica dei principi morali
-Nietzsche si interroga sul fatto che mai nessuno si è posto il problema di capire da dove derivino i nostri pregiudizi morali.
-Nietzsche cerca di rispondere a questi interrogativi seguendo il metodo genealogico, cioè risalendo all' origine psicologica dei comportamenti etici delle idee morali.
-La conclusione a cui perviene è che la morale è fondamentalmente uno strumento di dominio che serve a un gruppo di uomini per soggiogare gli altri.
L'uomo "forte" sottomette il "debole".
-La morale cristiana, tutta incentrata sulle virtù dell' obbedienza, dell'umiltà e della dedizione agli altri è prodotta dall' istinto di vendetta degli uomini inferiori, creano una tavola di valori in cui prevalgono la passività e la rassegnazione.
La morale degli schiavi e quella dei signori
-Nietzsche applica il metodo genealogico anche ai valori che a prima vista appaiono come espressioni dello spirito di abnegazione e di rinuncia.
-L'ascetismo religioso si presenta come la morale di colui che rinuncia a se stesso.
-L'asceta vuole combattere le energie e le forze vitali possedute da alcuni uomini superiori, allo scopo di affermare se stesso.
-La morale degli schiavi, sospettosa e diffidente, che predica l' umiltà, la fratellanza, la democrazia e l' egualitario.
-Essa è la morale del risentimento, prodotta da uomini mediocri, incapaci e repressi.
-La società contemporanea è per Nietzsche dominata da questo genere di valori "antivitali" ed è una società conformista e omologata.
-C'è anche la morale dei signori, espressione di un'aristocrazia che esaltava i valori della forza, della salute, della gioia, della fierezza.
-Questa morale è stata cancellata dall' avvento della religione ebraico-cristiana, che al guerriero sostituisce la figura del sacerdote.
-Il cristianesimo ha imposto il senso della <<colpa>> e del <<peccato>>, avvalendo l' esistenza del mondo, che fino ad allora era stato <<innocente>>.
-L'invettiva di Nietzsche non è rivolta contro la figura di Cristo, verso cui nutre rispetto considerandolo un <<santo anarchico>>.
Oltre il Nichilismo
-Con la seconda tappa del suo pensiero Nietzsche annuncia l'avvento del nichilismo, cioè la scomparsa di ogni punto di riferimento o verità assoluta a cui appoggiarsi.
-Si tratta di una prospettiva demolitrice e devastante, di cui il filosofo stesso riconosce l'orrore, ma che in qualunque modo non costituisce il destino ultimo dell' uomo.
L'UOMO NUOVO E IL SUPERAMENTO DEL NICHILISMO: IL FANCIULLO
Il nichilismo come vuoto e possibilità
-La terza fase del pensiero di Nietzsche si apre con la considerazione che soltanto chi è riuscito a negare e a distruggere può essere in grado di edificare e creare.
-Si tratta di trovare la forza per affrontare il niente, perché solo così è possibile riprendersi la propria libertà, accettandone il rischio fino in fondo.
-Dopo la morte di Dio si apre uno spazio vuoto, che se da un lato si presenta come occasione di riscatto e di liberazione dal peso della metafisica e della morale, dall' altro ha il volto inquietante della possibilità assoluta.
L'oltreuomo
-L'oltreuomo non è un essere di razza superiore, né un uomo appartenente all' élite.
-Egli è un uomo <<oltre>> l'uomo, oltre l' <<ultimo uomo>> ancora incapace di una vera libertà e una figura che in un certo senso si proietta nel futuro.
-Egli è un essere libero.
-L'oltreuomo è colui che è capace di sostenere la visione di un mondo da cui tutti gli dei sono stati allontanati.
-Egli ha detto sì alla vita e ha accettato fino in fondo la condizione tragica e dionisiaca dell' esistenza.
-Il suo avvento viene annunciato dal profeta Zarathustra, che indica l' ora della sua venuta come quella del <<meriggio>>, ed è simbolicamente raffigurato come un fanciullo ridente, circondato di luce.
L'eterno ritorno
-L'oltreuomo è colui che è capace di sopportare anche quello che l'autore indica come <<il peso più grande>>, vale a dire l'idea dell' >> eterno ritorno dell'uguale>>.
-Il filosofo stesso definisce <<il più abissale dei miei pensieri>>.
-Esso consiste nell' ipotesi che la storia sia un grande circolo, in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono destinati a ripetersi e a ritornare eternamente.
-Con tale dottrina Nietzsche si allontana dalla visione lineare del tempo inaugurata dalla tradizione ebraico-cristiana.
Le implicazioni della dottrina dell' eterno ritorno
-La visione antropologica di Nietzsche si incentra sull' esaltazione della vita e della realtà materiale dell' uomo.
-L'uomo può raggiungere la felicità soltanto se sa godere dell' esistenza nella sua pienezza e nella sua attualità.
-Nella concezione ciclica ogni istante contiene in sé il proprio fine.
-Il senso della storia coincide con l'uomo.
-Si tratta di una prospettiva pienamente congruente con il progetto filosofico di Nietzsche, che ha tanto insistito sul carattere terreno e naturale dell' esistenza.
-Alla vita è restituita la sua dignità e perfezione: essa non è interpretata dal punto di vista de tempo a venire, ma nel suo farsi, momento dopo momento.
-Una concezione del tempo di questo tipo può essere sopportata e voluta soltanto dall' oltreuomo, che si è riconciliato con la propria essenza.
-Secondo Nietzsche , un' idea di progresso implica che il passato, il presente e il futuro si susseguono una dopo l'altro, in modo irripetibile, e che ogni momento abbia senso soltanto in funzione degli altri, in una catena casuale che sopprime la libertà dell' individuo e annulla la sua creatività.
La volontà di potenza
-In primo luogo con << volontà di potenza>> Nietzsche vuole indicare l'essenza stessa della vita, la quale non si caratterizza come mera autoconservazione, ma come impulso a crescere e a volere sempre di più.
-<<Potenza>> è da intendere nel senso che gli esseri viventi non si accontentano di sopravvivere, in modo più o meno passivo, ma tendono per natura a migliorare se stessi.
-In secondo luogo, la volontà di potenza si identifica con l' arte, che costituisce la forma suprema della vita.
-In La nascita della tragedia dallo spirito della musica, egli sosteneva che l'unico antidoto alla decadenza culturale del presente era la musica, la sola in grado di far rivivere lo spirito dionisiaco.
-E con l'arte torna la figura dell' artista come colui che meglio incarna l'ideale dell'oltreuomo.
Volontà e creatività
-La volontà di potenza si qualifica come azione creatrice del senso del mondo e del valore delle cose.
-L'oltreuomo è l'espressione più compiuta della volontà di potenza proprio perché è essenzialmente creatore.
-Egli è l'individuo che si assume la responsabilità di offrire nuovi significati, nuove prospettive edi proporre nuovi valori.
-L'oltreuomo colui che è in grado di "redimere" il tempo dalle sue catene e di liberare l' uomo dal peso del passato.
-La volontà di potenza opera in modo tale da trasformare il <<così fu>> in <<così volli che fosse>>.
La trasvalutazione dei valori
-Nella creatività dell' oltreuomo risiede la possibilità di una <<trasvalutazione deii valori>>.
Questa espressione indica la precisa volontà di Nietzsche di andare oltre il nichilismo, oltre al nulla e il vuoto che si sono affermati dopo la morte di Dio.
-Il nulla per lui non è più fonte di sgomento, di mancanza, di nostalgia, di perdita, ma rappresenta la libertà, la gioia, la possibilità di autoaffermazione della vita, affrancata da ogni principio o dottrina morale.
-La trasvalutazione dei valori non è una creazione di valori simili a quelli passati, cioè radicati in certezze metafisiche e costruiti su solidi fondamenti.
-Tale espressione indica l'affermazione di una diversa modalità di rapportarsi ai valori stessi, che vengono concepiti come libere manifestazioni dell' uomo e del suo estro.

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