BENJAMIN




                 BENJAMIN: LA DENUNCIA DELLE CONTRADDIZIONI DEL PRESENTE


Il bisogno di emancipazione dell'uomo

-Benjamin condivide con i francofortesi l' interpretazione della filosofia come critica della società soffocante e alienante del capitalismo e il rifiuto della concezione del pensiero come ricerca di una verità sistematica e totalizzante.
-Per Benjamin la filosofia deve essere soprattutto denuncia delle contraddizione del presente e rivelazione del bisogno di felicità ed emancipazione dell'uomo.
-Sulla base di tale prospettiva, Benjamin ritiene che non ci sia spazio per dottrine consolatorie o riformiste in cerca di compromessi e di strategie per risolvere le cause dell' oppressione con misure graduali e indolori.
-Dall'insieme delle  sue riflessioni emerge una visione tragica dell'esistenza.
-L'unica speranza è quella di una possibile "rottura" nel corso della storia.
-Si tratta di una concezione che coniuga l'esigenza marxista di sovvertimento della realtà con il sentimento messianico e utopico tipico dell'ebraismo.
-L'aspetto tragico di questo pensiero è proprio nell' assenza di prevedibilità ed di oggettività del percorso verso la salvezza.

L'arte nell'epoca della riproducibilità tecnica

-Nel saggio "L'opera d'arte nell' epoca della sua riproducibilità tecnica" , Benjamin compie una demitizzazione del prodotto artistico, a suo avviso caratterizzato da un doppio convergente valore:
Quello collegato alla sua <<aura>> di grandezza e quello connesso al suo valore commerciale.
-Nell'epoca in cui l'opera d'arte non è riproducibile, essa è circondata da un alone di sacralità che l'allontana dalle masse e la trasforma in un bene dal valore economico assai elevato.
-L'avvento della tecnologia, che consente appunto la riproducibilità tecnica dell'opera, rende un servizio positivo all'arte, in quanto consente alle masse di accedervi e permette a tutti di divenire al tempo stesso spettatori e autori.


I nuovi orizzonti dell'arte


-Ciò che il filosofo vuole mettere in evidenza è il superamento di una concezione classista e borghese dell'arte.
-Benjamin denuncia i limiti della visione umanistica tradizionale e intuisce le enormi possibilità della tecnologia anche sul terreno artistico.
-La riproducibilità, per Benjamin, attiva una valenza nuova dell'arte, quella politica.
-Solo attraverso la distruzione violenta di quest'ordine ormai diventato inumano che per Benjamin si può aprire un varco verso la felicità.






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